L’ascesa e la caduta di un’acconciatura da favola

Se si ha una fissazione, prima o poi, bisogna togliersela!
Avevo una vera ossessione per un particolare “stile” di colorazione e ne avevo rincorso l’idea a lungo, da anni ormai! Il blog mi è testimone: ho amato il dip dye tantissimo, un amore a prima vista, e ho scoperto che, a quanto pare, qui in Italia viene chiamato genericamente shatush!
Invece di cimentarmi con qualche esperimento casalingo dall’uscita incerta, a Giugno ho deciso di recarmi da un professionista e mettere la mia chioma letteralmente nelle sue mani!
Il risultato? L’ascesa e la caduta di un’idea geniale.

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Il progetto iniziale era di tingere i capelli di blu e avevo resistito al consiglio di A. che mi suggeriva un bel fucsia accesso, essendo quello un colore che adoro e che mi si addice.
Il dip dye ha il pregio di creare un gradevole effetto sfumato, dovuto alla precedente decolorazione, quindi la combinazione e transizione tra il mio bruno mediterraneo e il blu accesso mi intrigava.
Giunta dal parrucchiere, ho passato un quarto d’ora spiegando cosa volevo e quale fosse la procedura, dato che il termine dip dye non viene ancora oggi compreso dalla popolazione autoctona.
Hanno esclamato: “Vuoi lo shatush, allora!”.
“Sì, ma colorato ed esattamente lo volevo…”, ho risposto mostrando una foto di Lauren Conrad con i capelli turchini.

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Non si prospettava una bella esperienza, ma ho continuato imperterrita anche se, secondo il team, il blu non sarebbe stato molto visibile alla fine del trattamento.
Il giorno prestabilito sono corsa per arrivare in orario: avevo poco tempo e dovevo tornare a lavoro. Scavalcata da anziane persone, ho aspettato ed aspettato.
Il momento della decolorazione è giunto dopo il lavaggio, il taglio e una rapida asciugatura, ma neppure il parrucchiere aveva idea del tempo necessario per schiarire i miei capelli e ha fatto del suo meglio.
Ho captato le sue incertezze nel volto, le ho notate mentre avevo i capelli arruffati e avvolti nella carta stagnola davanti alla faccia.
Questa prima tortura è stata preceduta dalla scelta della tinta: il parrucchiere mi ha illustrato le possibili opzioni che meglio si confacevano ai miei capelli scuri: fucsia o melanzana (aubergine). Ho scelto la seconda…
Finita (forse) la decolorazione, è passato alla fase della tintura: inclinata con la testa nel lavabo, ho passato un tempo incalcolabile in quell’assurda posizione.
Anche in questa situazione, il mio parrucchiere non aveva idea del tempo necessario affinché la tinta penetrasse nel capello e facesse il suo dovere.
Saranno passati 30 minuti o di più, però il mio collo se ne è reso conto e i due giorni successivi di dolori acuti sono stati abbastanza!
Ho ricordi sfocati, rammento solo l’asciugatura. Sapendo che lo styling dei capelli ricci non é il loro forte (forse amano l’afro), ho chiesto la stiratura e, almeno, un’arricciatura delle punte con il ferro caldo.
Ovviamente, il ferro arricciacapelli se lo son dimenticato per strada…
Il tocco finale! Conosco questo parrucchiere bene e so che a fine trattamento usa sempre su di me un prodotto anti-crespo. Un prodotto fenomenale che lascia i capelli lisci, morbidi e setosi per una settimana intera! Stranamente da quest’anno usa dei cristalli liquidi in una soluzione d’origine naturale con estratto di canapa.
Sembrava un prodigio dalla profumazione leggera che donava morbidezza e lucentezza istantanea.
Volevo acquistarlo, ho desistito per il prezzo e ho fatto più che bene: i capelli sono diventati crespi in poche ore.

before

Nonostante ciò ero orgogliosa del grande passo fatto, perché avevo avuto il taglio che volevo, un colore eccentrico ma accettabile, ovvero qualcosa che dalle mie parti non si vede tutti i giorni.
Finisce qui la storia? Tutto qui?! Ovviamente no.
Dopo un paio di giorni, ho notato qualcosa di realmente strano, mai visto prima.
Quel bel colore vibrante e multi sfaccettato si stava spegnendo, giorno dopo giorno, inesorabilmente.

aftercollage

Ho resistito dieci giorni senza shampoo, poi ho ceduto.
Dovevo ma, nella frenesia della settimana lavorativa, avevo dimenticato di comprare uno shampoo adatto alle mie nuove esigenze.
Quel po’ che rimaneva del mio colore è svanito tra le bolle. Era notte e non mi sono resa conto di nulla; non c’era traccia sul mio cuscino, assolutamente nulla.
La mattina seguente  mi sono resa conto della trasformazione allo specchio, tutto era scomparso. Era stato solo un sogno? Beh, un sogno costato ben 60€!
Sì, perché tutto costa di più, se vivi in un posto piccino; avrei potuto spendere molto di meno in città o divertendomi col fai da te.
Da fatina dalla chioma scintillante a volpe dal ciuffo selvaggio.
Questo è quello che è accaduto, ora sono rossiccia e mi piace un sacco. (Ho anche imparato una lezione, come giusto che sia.)

Valentina Chirico

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L’ascesa e la caduta di un’acconciatura da favolaultima modifica: 2015-10-04T23:59:01+00:00da valens871

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