“Archeo” nail art: archeologi coi baffi. Una manicure a tema archeologico

Una manicure archeologica è il risultato di un forte attacco di creatività mentre sfogliavo un bel manuale. E che manuale: Archeologia. Teoria, metodi, pratica di C.Renfrew e P.Bahn!
Questa “nail art archeologica” o “archeo nails” ha dei protagonisti d’eccezione: quattro importanti archeologi con i baffi.

Perché proprio una manicure a tema archeologico?
Lavorando spesso e volentieri in ambito culturale, sono pienamente convinta che non esiste modo migliore d’imparare che giocando e divertendosi. Con questa nail art particolare, voglio presentarvi delle vere figure che hanno fatto la storia di questa disciplina.
Vi prego di accantonare “Indie” e tutti quei topoi (clichés) triti e ritriti di matrice hollywodiana.

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Ogni unghia rappresenta una faccia, o più precisamente, i baffi e gli occhiali, se indossati, che identificano ciascun studioso.
Ho dipinto tutto a mano libera usando degli smalti comuni, diluendoli con del solvente senza acetone e usando un utensile a doppia estremità, metà dotting tool e metà pennellino di precisione.

Questo è l’elenco dei prodotti usati per realizzare la manicure archeologica.

Base: Avon Nail Experts Pearl Shine (1 strato)
Base colorata: Pupa Lasting Color Smalto Brillante 223 (1 strato)
DettagliMeauey Shake Me-Pump & Use nail art pen, penna per nail art #2 black (disponibile online su Born Pretty Store – con V10K31 è scontato del 10%) + Yamamay beauty #24 nero per i baffi, piccoli dettagli e gli occhiali indossati da Childe sull’anulare;
Pupa Lasting Color Smalto Brillante 916 (girgio per i baffi), Debby Colorplay Magnetic 10 Mars (rosso metallico per gli occhiali in tartaruga di Binford sul dito medio), Avon Nail Experts French Manicure Tip, Prestige Cosmetics NL17 Mocha e Avon Color Trend fashion nail enamel Rare (orsacchiotto), Avon strumento per la nail art a doppia estremità
Top coatessence the gel nail polish in 01 absolute pure (1 strato)

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Gli studenti di archeologia conoscono bene questi volti. Perché i loro studi sono così importanti? Andremo a conoscere questi archeologi, partendo dal dito indice…

Evans (1851-1941) è stato un archeologo britannico interessato alle civiltà egee, passato alla storia per i sui scavi sull’isola di Creta e gli studi sulla civiltà minoica.
La sua campagna di scavo a Creta, intrapresa nel 1900, lo ha portato alla scoperta del palazzo di Cnosso e dei suoi depositi di tavolette di argilla iscritte. Ha avuto il merito di delineare culturalmente la civiltà minoica e di aver analizzato i tre sistemi di scrittura adoperati nell’arco dei secoli a Creta: un’antica scrittura da lui definita “geroglifica“; la cosiddetta Lineare A, un sistema di registrazione ufficiale adoperato in contesti amministrativi e religiosi, in parte ideografico e in parte sillabico, non decifrato; e la più tarda Lineare B, un derivato della Lineare A e composto da segni sillabici e fonetici.
Quest’ultima scrittura, la Lineare B, è stata decodificata da Ventris e Chadwick negli anni ’50 e, grazie al loro lavoro minuzioso, sappiamo che si trattava di una prima forma scritta di greco arcaico.

Binford: (1931-2011), un archeologo e antropologo americano che ha scosso, rivoluzionato, il mondo accademico con il suo articolo del 1962 “Archaeology as Anthropology e con il saggio successivo “New Perspective in Archaeology” (Nuove prospettive in archeologia) del 1968.
La sua scuola di pensiero è detta “New Archaeology e può essere sinteticamente descritta come un approccio totalmente diverso alla disciplina. Evitando di basare delle teorie solo sulla propria autorevolezza (o autorevolezza di uno studioso), Binford e i suoi colleghi miravano a spiegare il passato analizzando a fondo le culture, invece di fermarsi ad una pura descrizione.

Childe (1892-1957), un archeologo australiano attivo in Gran Bretagna. Il suo settore accademico è stato la preistoria del continente europeo e il suo lavoro più importante si svolse nelle isole Orcadi, nel sito di Skara Brae.
E’ considerato il padre della paletnologia e ha avuto il grande merito di aver dato dignità alla preistoria come disciplina indipendente. L’approccio di Childe è la definizione di “culture” e di “cultura materiale”; culture umane concepite come “organismi” in grado di adattarsi e trasformarsi a seconda dell’ambiente.
Le sue teorie sono state influenzate intensamente dal pensiero marxista, infatti Childe introdusse in archeologia il concetto chiave di “rivoluzione” nelle primissime società umane: la “Rivoluzione Neolitica” e la “Rivoluzione Urbana.

Wheeler: (1890-1976) un archeologo britannico che servì come ufficiale nelle forze armate della Gran Bretagna in entrambi i conflitti mondiali. Il suo nome è legato ad un grande progresso nella metodologia di scavo che è passato alla storia con il termine di “metodo Wheeler“: una tecnica che consiste nell’apertura e indagine di saggi quadrati.
Dalla sua esperienza militare, Wheeler era convinto della necessità dell’introduzione della precisione tipica di quell’ambiente, accompagnata da una registrazione del contesto in modo dettagliato e scientifico. E’ stato attivo in Gran Bretagna, nell’hillfort d’età del ferro di Maiden Castle, e in numerosi siti indiani.

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Ho trovato particolarmente pittoresco e adorabile una foto di Gordon Childe con la sua amata pipa e un orsacchiotto di peluche… a quanto pare, è stato un regalo fattogli dagli studenti dell’Università di Brno. Non poteva mancare questo simpatico amico di pezza, il quale fa capolino sul mio pollice.
Per il momento può bastare, torno seria: ho ancora molto da studiare…

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Valentina Chirico aka Valens

 
source:
C.Renfrew, P.Bahn, “Archaeology: Theories, Methods, and Practice“,  Thames & Hudson
E.Giannichedda, “Archeologia teorica“, Carocci editore

“Archeo” nail art: archeologi coi baffi. Una manicure a tema archeologicoultima modifica: 2016-12-01T21:56:14+00:00da valens871
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